La malaria
uccide 1300 bambini al giorno, circa un bambino al minuto. Oltre il 90% di queste morti si verifica nell’Africa Sub-sahariana (fonte:
Oms).
La malattia viene classificata tra i maggiori problemi di sanità pubblica e tra i maggiori ostacoli allo sviluppo economico e sociale del continente. Ogni attacco di malaria, oltre al rischio di morte che comporta, costa denaro per procurarsi le medicine, costa in assenza da scuola per i bambini in età scolare, costa in diminuita capacità produttiva per gli adulti, costa in termini di aumento delle complicanze in corso di gravidanza.
La malaria non è una malattia tropicale (nei secoli passati era presente addirittura in Finlandia!): è
una malattia dei paesi poveri e delle popolazioni più povere all’interno di questi. Non è quindi un fenomeno ineluttabile a cui rassegnarsi ma è assolutamente prevenibile e curabile, fatto che rende ancor più inaccettabile il carico di morti che comporta. Per contrastarla sono fondamentale una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo nell’ambito del villaggio e a livello ospedaliero per i casi più gravi. Altrettanto strategico è il controllo del vettore attraverso l’uso di zanzariere medicate e la sensibilizzazione delle comunità sulla malattia, le sue conseguenze e i mezzi per evitarla.
Nel
2013 il
40% delle visite ambulatoriali registrate all’ospedale di Yirol andavano sotto il capitolo “malaria” ma il picco stagionale è stato meno intenso rispetto agli anni precedenti. Un importante risultato raggiunto grazie alla massiccia
distribuzione di zanzariere trattate con insetticida realizzata nella contea a inizio anno, insieme alla
riapertura delle 11 unità sanitarie periferiche effettuata dal Cuamm sul territorio intorno all’ospedale.
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